Che cos'è la Cactofilia?
Introduzione
Istruzioni per l'uso
1st step: what not to do2° passo: che cosa fare. Il vero cactofilo Coltivazione
PremessaIl terriccio Il trapianto L'annaffiatura Luce ed esposizione Il marciume Parassiti Riproduzione
Riproduzione vegetativaRiproduzione sessuale La semina (solo foto) Le mie succulente
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Dove le coltivo
Cactaceae photos Not Cactaceae photos Succulents with flowers Seedlings' photos Succulent graftings Unusual details Crests Appendice
Nomi folcloristici di succulente comuniGlossario |
![]() Talvolta ho piante o talee doppie da regalare e quindi mi sono iscritto a Quintexential, dove troverete inserito il mio Buon Proposito. Nel motore di ricerca dei buoni propositi al momento non si trova molto, però credo che tutti per quanto piccolo possano fornire il proprio contributo regalando qualsiasi cosa o facendo qualcosa per gli altri senza chiedere nulla in cambio. Sul sito c'é il link "Per saperne di più" che spiega la filosofia di Quintexential sulla catena di buone azioni. |
Piante grasse per tutti Alla scoperta dei segreti della Cactofilia Il libro basato sulle mie esperienze di coltivazione che non può mancare nella biblioteca di un cactofilo. |
Coltivazione: il trapianto. Una faccenda spinosa![]() Comunque più le spine e la pianta sono grandi, più la faccenda si complica. Anche mettendoci tutto l’impegno possibile bisogna preventivare che la nostra succulenta potrà pure subire qualche danno. Per esempio alcune spine potrebbero spezzarsi, da un cactus accestito potrebbero staccarsi alcuni elementi oppure i tubercoli di una mammillaria potrebbero strapparsi. Molti cactus, tra cui molte specie comuni di mammillaria, sono infatti dotati di spine uncinate; tale caratteristica è particolarmente insidiosa dato che, anche toccando appena la pianta con le mani, questi uncini si infilano facilmente sotto la pelle e diventa poi difficile sganciarli ad uno ad uno senza danneggiare la pianta. I tubercoli di alcune mammillaria sono abbastanza teneri ed una trazione eccessiva li stacca completamente dal corpo centrale del cactus. In questi casi bisogna munirsi di guanti piuttosto coriacei, in cui tali spine non riescano ad affondare. Un’altra insidia si cela dietro l’aspetto inoffensivo dell’Opuntia microdasys: le sue pale infatti appaiono ornate da delicati ciuffetti di peli e non da spine acuminate. La prima volta che la si trapianta non si sente la necessità di usare i guanti, con il risultato che alla fine ci si ritrova ad avere le dita piene di sottili setole infilate nella pelle. Queste sono molto fastidiose, in quanto ogni volta che si tocca qualcosa, penetrano più in profondità. Estrarle con una pinzetta è un lavoro certosino, un rimedio più efficace consente nell’avvolgere le dita con nastro adesivo e poi strappare: in questo modo si eliminano più setole in un colpo solo senza sforzare la vista. Dopo un’esperienza del genere si impara a proprie spese che i glochidi, ovvero i suddetti ciuffetti di peli setolosi, sono più pericolosi delle spine. La prossima volta che capiterà di trapiantare un’Opuntia ci si ricorderà facilmente di usare i guanti. |
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Che cosa è un newsgroup?it.hobby.piante.cactus Breve storia sulla sua nascita | |
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